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Ambiente

Strage a Crans-Montana 47 morti e oltre 100 feriti gravi

Nella notte di Capodanno tra il 31 dicembre 2025 e il 1° gennaio 2026, la località sciistica di Crans‑Montana, nel Canton Vallese in Svizzera, è stata teatro di una delle tragedie più gravi avvenute in Europa negli ultimi anni. Durante i festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, un incendio devastante è scoppiato all’interno di un bar-discoteca molto frequentato da giovani, trasformando una serata di festa in un dramma collettivo.

Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, il rogo si sarebbe innescato improvvisamente all’interno del locale, probabilmente a causa dell’utilizzo di fontane luminose o oggetti pirotecnici da tavolo posizionati su bottiglie o elementi decorativi infiammabili. Le fiamme si sono propagate in pochi secondi, favorite dalla presenza di materiali altamente combustibili utilizzati per l’arredamento, il soffitto e le pareti. In brevissimo tempo si è verificato un flashover, un fenomeno tipico degli incendi in ambienti chiusi, in cui il calore e i gas combusti saturano lo spazio rendendo l’aria irrespirabile e incendiando simultaneamente tutto ciò che è presente.

Il locale, secondo quanto emerso, non era strutturalmente adeguato a gestire una situazione di emergenza di quella portata. Le vie di fuga risultavano insufficienti, mal segnalate e troppo strette rispetto al numero di persone presenti. Molti avventori sono rimasti intrappolati dal fumo denso e tossico, altri sono caduti durante i tentativi di fuga a causa del panico e della calca, rendendo impossibile l’evacuazione ordinata.

Il bilancio è stato drammatico: tra le 40 e le 47 persone hanno perso la vita, mentre oltre un centinaio sono rimaste ferite, molte con ustioni gravi o danni seri alle vie respiratorie dovuti all’inalazione di fumi. La maggior parte delle vittime erano giovani tra i 14 e i 39 anni, provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Svizzera, Francia, Italia, Portogallo e Belgio. La tragedia ha avuto un impatto particolarmente forte anche in Italia, dove sono state confermate sei vittime italiane, tutte molto giovani. Le salme sono state successivamente rimpatriate con un volo di Stato, mentre altri connazionali sono rimasti ricoverati per giorni in ospedali svizzeri e italiani.

I soccorsi sono stati imponenti ma resi estremamente complessi dalla rapidità con cui si è sviluppato l’incendio. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, ambulanze, elicotteri di soccorso e unità specializzate, che hanno lavorato per ore tra le macerie, il fumo e le alte temperature. L’identificazione delle vittime ha richiesto diversi giorni ed è stata condotta in collaborazione con autorità consolari e diplomatiche di più Paesi.

La Procura del Canton Vallese ha immediatamente aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità. I gestori del locale risultano indagati per omicidio colposo, con l’ipotesi che non siano state rispettate le normative di sicurezza antincendio, né per quanto riguarda i materiali utilizzati né per la gestione delle uscite di emergenza e dell’affollamento massimo consentito. Gli inquirenti stanno inoltre verificando il rilascio delle autorizzazioni e i controlli effettuati negli anni precedenti.

La tragedia di Crans-Montana ha scosso profondamente l’opinione pubblica europea, riaprendo il dibattito sulla sicurezza nei locali notturni, sull’uso di effetti pirotecnici in ambienti chiusi e sull’effettiva applicazione delle normative di prevenzione. Nei giorni successivi si sono tenute cerimonie di commemorazione, momenti di silenzio ufficiali e iniziative di solidarietà internazionale, mentre le famiglie delle vittime attendono che venga fatta piena luce sulle responsabilità di quanto accaduto.

lunedì 5 gennaio 2026
Tempo di lettura: 4 min.

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giovedì 24 aprile 2025